Il Direttore Generale di VetPartners Italia prevede che la pandemia avrà l’effetto di accelerare cambiamenti positivi della professione veterinaria

Il CEO di VetPartners Italia ritiene che la professione veterinaria riemergerà più forte che mai, dopo aver dato prova di eccezionale adattabilità e resilienza di fronte alla crisi sanitaria globale.

Quando l’Italia è diventata l’epicentro della pandemia da Covid-19, le cliniche veterinarie del Paese sono state costrette ad adattarsi alle nuove misure di distanziamento sociale e a modificare le proprie modalità di lavoro più rapidamente rispetto alle controparti d’oltremanica.

Se è vero che i cinque ospedali VetPartners del Nord e Centro Italia sono ormai tornati a offrire i servizi di sempre, le misure di distanziamento sociale, l’obbligo di indossare mascherine chirurgiche e l’installazione di pannelli protettivi sui banconi sono diventati la norma. Il personale delle strutture (170 addetti tra veterinari, infermieri e receptionist) dovrà dunque continuare a osservare le nuove modalità di lavoro.

David Giraldi, che guida VetPartners Italia, ritiene che la professione abbia saputo dimostrare grande coesione, spirito di gruppo e intraprendenza, tanto in Italia quanto nel Regno Unito. Le strutture veterinarie hanno infatti continuato a erogare i consueti servizi di assistenza pur tutelando la sicurezza dei colleghi e dei clienti nel contesto della lotta al coronavirus e delle normative vigenti.

In assenza di un piano predefinito su come gestire le attività in tali circostanze, le cliniche italiane sono state colte da una crisi senza precedenti, in un momento in cui la maggior parte delle altre nazioni (Regno Unito incluso) era ancora indietro di almeno due settimane rispetto all’Italia in termini di numero di vittime.

“La pandemia da Covid-19 ha introdotto sfide complesse a cui l’Italia ha dovuto rispondere immediatamente, fungendo da esempio a livello europeo”, ha commentato il Dr Giraldi. “Siamo stati i primi ospedali in Europa a implementare nuove modalità di lavoro, oltre a protocolli e workflow alternativi, e i medesimi cambiamenti sono poi stati adottati anche altrove, Regno Unito compreso.”

“Il fatto di essere riusciti a innescare una reazione tempestiva e a organizzarci rapidamente è stato un vantaggio importante, che è stato possibile grazie all’esistenza di una cultura che era già favorevole al cambiamento. Le strutture VetPartners avevano già investito risorse considerevoli in aree quali assistenza, benessere del personale, lavoro di squadra e leadership. Teniamo molto a cuore la sicurezza, la salute e il benessere dei nostri clienti, dei pazienti e di tutto il team.”

“Penso che l’appartenenza a una grande azienda veterinaria e l’adozione di un approccio che da sempre predilige intraprendenza e agilità siano stati elementi fondamentali per la nostra reazione tempestiva. Abbiamo subito provveduto a modificare i sistemi e i processi in essere, evitando l’accesso ai locali dell’ospedale da parte dei clienti; ci siamo poi assicurati di avere a disposizione un efficiente sistema di assistenza telefonica e abbiamo chiesto ai clienti di compilare moduli dedicati per raccogliere la storia clinica degli animali. Una volta affidati i pazienti alle cure della clinica, la comunicazione tra veterinario e proprietario avveniva esclusivamente tramite cellulare, o comunque a distanza.

“Inizialmente, le direttive nazionali prevedevano che ci si dovesse occupare soltanto dei casi urgenti, con la prerogativa di decidere autonomamente cosa costituisse un’emergenza e quali fossero invece i casi procrastinabili. Dall’inizio di aprile abbiamo ripreso a effettuare profilassi di routine, mentre da circa un mese siamo tornati alle normali modalità di lavoro, sempre nel rispetto di regole severe in materia di igiene e distanziamento”.

David F. Giraldi,  veterinario ed ex proprietario dell’Ospedale Degli Animali a Ferrara, ricopre la carica di CEO VetPartners Italia dallo scorso novembre, a seguito della decisione del Gruppo Veterinario di York, a nord del Regno Unito, di espandere le attività in Europa continentale e creare una piattaforma di ospedali e Cliniche in Italia.

Secondo il Dr Giraldi, la pandemia è destinata a favorire l’introduzione di ulteriori cambiamenti nel panorama veterinario italiano, rafforzando l’opportunità di entrare a far parte di Gruppi Veterinari più grandi come VetPartners.

“La crisi ha avuto l’effetto di accelerare i cambiamenti in atto in Italia,” ha proseguito. “Numerose strutture  del Nord Italia sono state costrette a chiudere temporaneamente durante la pandemia, mentre solo gli esercizi più resilienti sono riusciti a rimanere sempre in attività.

“Il cambiamento era già un valore fondamentale per VetPartners; il nostro team crede fermamente nel progresso e nell’esigenza di adottare modalità di lavoro incentrate sulle persone, con il fine ultimo di tutelare il benessere di tutti gli attori coinvolti. Le cliniche fondate su un’organizzazione efficiente, un approccio flessibile e strategie efficaci hanno sopportato meglio la crisi, mentre le attività che non hanno investito nelle persone e nell’innovazione hanno incontrato maggiori difficoltà.

“Se il Team si sente al sicuro e se si riesce a instaurare un senso di appartenenza nei confronti di un’ obbiettivo comune, la possibile crisi diventa un evento meno stressante. Il personale sarà inoltre più motivato a proseguire le attività ed offrire un’assistenza di qualità ai pazienti e ai loro “familiari”. Avere a cuore il benessere delle persone è un valore essenziale della leadership. E le persone danno il meglio di sé in situazioni di emergenza.”

Per ulteriori informazioni su VetPartners Italia, visitare: https://vetpartnersgroup.com/it/ o scrivere a david.giraldi@vetpartnersgroup.com

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